Di seguito alcuni spunti e consigli pratici per orientarsi nella scelta del tirocinio post lauream

  • Cosa senti che ti piacerebbe fare? Quali sono i campi che senti a te più congeniali e in cui immagini di poter investire la tua vita professionale in modo soddisfacente? Il tirocinio post lauream è un’ottima opportunità per mettere alla prova della realtà i nostri desideri.
  • Fai un bilancio della tua formazione e delle tue competenze: in cosa ti senti più ferrato e quali sono invece gli ambiti che vorresti approfondire? Il tirocinio può essere l’occasione per esplorare ambiti in cui si ha poca esperienza o per mettere alla prova le conoscenze teoriche in cui ci si sente più preparati. 

Le regole del tirocinio sono poche, ma chiare, semplici e non interpretabili:

  • Il tirocinio ha una durata di un anno, diviso in due semestri di 500 ore, per essere valido deve essere completato per due terzi delle ore previste, ovvero su 500 ore devono esserne svolte almeno 333. Questo non vuol dire che fatte 333 ore si può interrompere il tirocinio, ma che le 333 ore sono il minimo (contando malattie, problemi personali vari, ferie ecc) per rendere il tirocinio valido.
  • Non deve andare a costituire un impegno a tempo pieno pieno: il tetto di ore è di circa 20/25 ore settimanalinon più di 4/5 ore al giorno, e non deve prevedere l’impiego del tirocinante in mansioni differenti da quelle previste nel servizio inerenti alle attività psicologiche.
  •  L’articolo 6 del decreto che regola gli ordinamenti professionali definisce il tirocinio come “l’addestramento, a contenuto teorico e pratico, del praticante, finalizzato a conseguire le capacità necessarie per l’esercizio e la gestione organizzativa della professione”. E’ la definizione stessa di tirocinio che rimanda ad un addestramento pratico, per cui non esistono impedimenti giuridici o formali che costringano il tirocinante ad essere mero osservatore delle attività svolte da altri. Il tirocinante deve imparare, e per farlo deve sì osservare, ma soprattutto fare. Ovviamente starà al tutor decidere quando sarà il momento opportuno per il tirocinante, che potrà somministrare test, condurre colloqui, focus group, con sempre maggiore autonomia ma sempre sotto la supervisione del tutor.